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Accoglie i visitatori all’ingresso della biblioteca, si accoccola sulle scrivanie dei bibliotecari, si concede alle carezze degli studenti universitari, magari per un’improvvisata seduta di pet therapy da ansia da esami. Si chiama Berio ed è il gatto dell’omonima biblioteca, comparso dal nulla un paio di anni fa e subito adottato dai dipendenti della più grande biblioteca civica genovese. E scomparso così come era arrivato, e come solo i gatti sanno fare, il 12 giugno scorso, ultimo giorno in cui è stato avvistato nell’edificio di via del Seminario. Maschio, di colore bianco e nero e con un collare verde al collo, era diventato subito la mascotte della biblioteca, una presenza abituale e gradita tra scaffali e tavoli di lettura. Cosa che in fondo non deve stupire più di tanto: non sono in molti a saperlo, ma quella del “gatto di biblioteca” fu per secoli una figura consueta, istituzionale. Anzi, obbligatoria. I felini erano infatti l’unico rimedio, assolutamente biologico, per liberarsi dai topi di biblioteca, intesi non come lettori appassionati ma quelli veri, i roditori che le pagine dei libri le divorano fuor di metafora. Oggi che l’incolumità dei volumi è affidata alla tecnologia, il gatto di biblioteca è una figura affettiva più che funzionale e sono in molti alla Berio – dipendenti e lettori – ad attendere il suo ritorno. Chi lo avesse visto o potesse fornire informazioni è pregato di telefonare alla Berio al numero 010.5576020 da lunedì a venerdì dalle ore 8 alle 19 e il sabato dalle 8 alle 13. Dopo tale orario e nelle giornate festive si prega di contattare Maura Cassinasco, direttrice della biblioteca Berio, al cellulare 335.8312246.
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