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Editor Matteo Patrone
Giudizio:  0 5
ultimo aggiornamento 23-09-2005 10:08   0.00

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Il guscio, il nucleo, l'intimo o se preferite semplicemente il centro storico di Cogoleto comincia invece insieme alle case, dove l'Aurelia, come dicevamo, tende un po' a sinistra, verso il mare, per evitare l''impatto' con la Chiesa cittadina.
Lì, oltre un monumento un po' nascosto dalle piante che lo adornano, di fronte alla piazzetta della Chiesa dove la gente si ritrova nei giorni di festa sacrale, o di lutto, comincia il corridoio interno di Cogoleto, quello che porta dentro la 'casa' cogoletese, dentro il cuore del paese, dove la gente passeggia nei giorni in cui non c'è il mercato (che si tiene invece nei parcheggi tra l'Aurelia e la passeggiata e il mare), cioè, tutta la settimana tranne il giovedì.
Qui, sull'asse formato dalle vie Colombo e Rati (dopo l'attraversamento della strada che dall'Aurelia sale alla stazione, che avevamo visto a destra nella prima traversata per la statale, e che oggi è isola pedonale), si allunga il corridoio, la strada, il ciottolato, tutta isola pedonale, che passa tra le due fila di case del borgo storico, dove ci sono i negozi, i locali di ritrovo, e le viuzze che da lì salgono verso i monti e la ferrovia e tra le quali si muove la vita (di gruppo) dei giovani di Cogoleto, quelli che magari sono così giovani che escono da soli da poco, e che non hanno ancora fatto il loro ingresso all'aperto, in pubblico, nella Società, cioè nella Cogoleto che le sere d'estate va avanti e indietro fuori dal guscio, all'esterno, sulla passeggiata a mare.

I primi passi di questo corridoio intimo a dire il vero sono ancora 'all'aperto': tutta la strada è aperta, chiaramente, beninteso, ma proseguendo verso il nucleo del guscio, le case formeranno un muro a sinistra e uno a destra, attraverso i quali non si vede il mare e non passa il sole, che proteggono i negozi e disegnano il percorso dell'uscita mattutina delle casalinghe per gli acquisti, condotte come un fiume dal suo alveo verso i negozi che via via si succedono nei 'muri'. Si fanno pochi passi, dunque, e a sinistra, in una traversina che apre ancora uno spiraglio (carrabile) sull'Aurelia, c'è il covo degli autori del giornalino di Cogoleto, che è la pubblicazione periodica e gratuita su cui la gente del paese parla la propria cogolesità, tra racconti, poesie di autori locali e le comunicazioni dell'amministrazione comunale.

Questo 'covo' è in realtà la sede di un negozio di oculistica, ma pur cercando di non disturbarlo oltre modo, può anche sfruttato come posto di accoglienza, in cui potete fare un passo per avere un'informazione, magari farvi dare una copia del giornalino, o anche solo scambiare due parole con chi a Cogoleto ci vive e vi può dire. Di fronte si trova una pizzeria-ristorante, per i palati (e i portafogli) un po' più fini, a destra si alza una salitella lieve che conduce sotto un volto, di una casa, oltre il quale c'è una scalinata che collega al cavalcavia che porta oltre il vialone dove una volta c'era la ferrovia, e oltre la ferrovia stessa, che in quel tratto passa però in galleria, e non si vede, verso le scuole e i quartieri verso i monti. Qui, per questa viuzza, che è a metà tra caruggio e creuza, ma meno ostile, più famigliare, più comoda, giù questa per viuzza, la mattina, scendono i ragazzi delle scuole elementari e medie (per lo più) a fare la spola con la cartoleria che si trova giù nel corridoio. Ma sempre per questa via scendono le scolaresche anche quando sono attese in Comune per qualche incontro, magari pubblico, che si svolge abitualmente nell'aula magna del palazzo comunale. Noi proseguiamo per il corridoio principale. A destra troviamo la prima di due gelaterie che meritano una visita. Poco più avanti, a sinistra, il 'lato oscuro' del Palazzo del Comune, cioè la vera porta di ingresso, la facciata principale che però dà le spalle all'Aurelia e alla via di passaggio, preferendo guardare negli occhi, con senso di protezione (o minaccia, a seconda dei punti di vista) dei cittadini, il loro guscio, il centro storico. Avanti, a sinistra, verso il mare, si apre la piazza del comune e, in successione, l'Aurelia, uno dei parcheggi tra l'Aurelia e la passeggiata, la passeggiata, e le cabine fisse di un tratto di spiaggia.

In piazza del Comune la gente si ritrova nei giorni di festa laica, ma è anche un punto di riposo o di ritrovo privato tra la via interna e l'Aurelia, tra il guscio e la passeggiata. Laggiù in fondo nella piazza c'è il bar dove si riuniscono i giovani (più o meno) cogoletesi dai 30 anni in su, mentre i ragazzi più giovani sono di casa in due locali che vedremo più avanti nella nostra passeggiata. Oltre piazza del Comune il corridoio si stringe di nuovo e qui comincia il vero e proprio centro storico di Cogoleto. Finora abbiamo percorso uno dei due tratti estremi, ora entriamo nel nucleo del borgo antico, che peraltro alla sua base ospita oggi per lo più negozi ed altri esercizi commerciali, per cui, per scorgerlo ancora, bisogna alzare il capo e guardare alle facciate superiori delle case, su per l''aria' del corridoio, verso il cielo. Ed è proprio guardando verso l'alto che, poco più avanti, potremo notare una decorazione esterna che non faticheremo ad identificare come rappresentativa di Cristoforo Colombo. Vuole infatti la storiografia non ufficiale che il navigatore che portò all'Europa la conoscenza del continente americano, sia nato proprio qui, a Cogoleto, e non a Genova come invece è scritto e si ritiene.

Che sia vero o meno, di certo c'è che qui Colombo ha almeno vissuto, e anche se la casa ora è adibita ad abitazione privata e non si può visitare, vale la pena un passo in questo tratto di via Colombo (appunto) per andare a leggere l'iscrizione sulla facciata. Poco dopo, se vi fosse venuto appetito, c'è un forno dove potete trovare qualcosa che faccia al caso vostro. Un altro è poco più avanti in uno dei caruggi, vero e proprio, di Cogoleto, che sale dal corridoio su verso monte e sbuca sulla strada interna che va ai quartieri oltre-ferrovia e verso la frazione di Sciarborasca. A destra nella nostra via principale passiamo il Banco di Chiavari, una tabaccheria di un cogoletese doc, ci siamo lasciati alle spalle anche le due-tre pescherie del paese, e infine giungiamo all'incrocio con la via che sale dall'Aurelia alla stazione, che avevamo visto dall'Aurelia e cui abbiamo accennato prima, che è isola pedonale e dalla quale, ora che ci siamo sopra, possiamo scorgere lassù la piazzetta della stazione, che si apre ai visitatori che giungono in paese con il treno. Piazza della stazione è punto nodale delle vie di Cogoleto, di lì si accede anche alla moderna via Mazzini, dove trovate diversi negozi, una pizzeria e un ristorante dove preparano solo primi di pasta. Ma si percorre anche la stretta via che costeggia la ferrovia passando ai piedi dell'abitazione al posto della quale raccontano i vecchi si trovava un tempo una stalla. E da piazza della stazione parte anche una delle due vie di accesso a Sciarborasca, quella che abbiamo intravisto prima attraverso il caruggio con il forno, o che abbiamo solo immaginato, lassù (perché è un po' più in alto), nel filo di luce in cima alla strettoia tra le due case. Piazza della stazione è, insomma, un'altra via di accesso e di transito di Cogoleto, che fa da collegamento tra il mare, l'Aurelia, il nucleo del borgo storico, e le zone a monte e le frazioni là in alto, Scarborasca in via diretta. Passata la via che sale alla stazione senza salirvi, entriamo nel secondo tratto del corridoio nel centro storico.

A sinistra un barbiere antico, a destra una pescheria, poco più avanti un camminamento tra due case in vico dei Pescatori, il vicolo più stretto di Cogoleto che unisce l'Aurelia alla via interna proprio in corrispondenza del tratto di passeggiata che si spegne sotto i primi granelli di sabbia, dove ci sono le barche dei pescatori, ci indicano che la zona del commercio, la vecchia zona degli esercizi commerciali cogoletesi, il borgo antico più vero e chiuso sta per finire. Il tratto in cui entriamo ora è più aperto ed ospitale, una serie di piazzette che si aprono all'Aurelia e al vento di mare con i dehors dei punti di ristoro porta alla luce il centro storico e lo rende un ideale salotto del visitatore e della gente del luogo. Ci si può sedere, magari una sera di primavera o d'estate, ai tavolini dei bar delle piazze con vista sull'Aurelia, sulle palme della passeggiata e (intravedendolo al di là della spiaggia, delle costruzioni), protetti alle spalle dalla fila a monte delle case del borgo, e dal passaggio della gente per la via interna, che fa da sfondo alle piazze (viste dal mare).
Poco oltre ci troviamo al punto in cui la via interna finisce, diventando marciapiede dell'Aurelia.

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