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La denominazione della piazza sembra sia dovuta ad una fonte d’acqua dal getto talmente spumeggiante da assomigliare ai flutti marini (fons marosus). L’area - prossima alla cinta muraria della prima metà del ‘500 - venne sistemata inizialmente in occasione dell’apertura della “Strada Nuova” di cui diventa, di fatto, “ la piazza” ovvero spazio privilegiato per grandi cerimonie, giostre, tornei. Successivamente, la piazza viene risistemata nel 1825 circa dall’architetto Carlo Barabino e nel 1863 scomparve il “Fonte Maroso”. Sulla piazza si affacciano bellissimi palazzi storici: in particolare sono quattro gli edifici di particolare rilevanza: Palazzo Spinola, Palazzo Pallavicino, Palazzo del Carretto e Palazzo Neurone. Palazzo Migone, già Spinola, detto dei Marmi: costruito tra il 1445 e il 1459 da Giacomo Spinola sui resti di un'antica torre di famiglia, si caratterizza da una facciata a fasce alterne di pietra e marmo, su cui si aprono delle quadrifore restaurate nel XIX secolo. Palazzo Interiano Pallavicino: in origine proprietà di Paolo Battista e Nicolò Interiano, passato poi di famiglia in famiglia fino a giungere ai Pallavicino, i lavori di costruzione del palazzo, già iniziati nel 1565, furono portati a termine (per quanto riguarda le parti principali nel 1567), mentre l'intervento decorativo sembra risalire ad alcuni decenni più tardi. Palazzo del Carretto, Balestrino, già Balbi: edificato per il marchese Nicolò Cambiaso su disegno di Nicolò Laverneda, fu riadattato a metà del secolo scorso da Angelo Cavanna. Sede centrale delle poste sino a poco dopo il 1876, passò in proprietà prima al Marchese Vittorio del Carretto Balestrino e poi al Banco di Venezia y Rio de la Plata. Attualmente è sede dell'Istituto Bancario Italiano. Palazzo Negrone, già Airolo: il palazzo fu edificato nel XVI secolo e parzialmente trasformato nei primi anni del XIX secolo da Antonio e Carlo Barabino.
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