|
Portoria è il nome di una storica zona di Genova, corrispondente all'attuale quartiere di Piccapietra (oggi cuore della city, un tempo quasi una enclave che dai carrugi risaliva verso le alte radure di Spianata dell'Acquasola). Ancor oggi la zona presenta le stesse caratteristiche morfologiche estendendosi, in strade ormai soffocate dal traffico urbano, dalla centrale Piazza De Ferrari fino alla Piazza Corvetto. Un tempo a Portoria - spesso evocata dai cantautori come cuore della genovesità - sorgeva il vecchio ospedale di Pammatone, il principale della città, ora demolito dopo essere rimasto semidistrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel quartiere, ricco di uffici e negozi, si trovano l'antico convento dei frati Cappuccini della Chiesa di S.Caterina e il moderno Palazzo di giustizia (fino ai tardi anni '80 ospitato, prima del restauro per le Colombiadi, nel Palazzo Ducale situato fra le piazze De Ferrari e Matteotti). L'antica Portoria riveste un'importanza storica per la sollevazione popolare contro l'esercito austro-piemontese che occupava la città, avvenuta il 5 dicembre 1746. Protagonista centrale della sommossa - anzi, secondo la storia, suo iniziatore - fu un giovane poco più che adolescente, Giovan Battista Perasso, detto Balilla. Era il pomeriggio di un freddo giorno invernale - raccontano gli storici - quando un drappello di soldati austriaci si trovava ad attraversare le strade del quartiere trascinanando, appunto per la via di Portoria, un pesante mortaio che doveva essere spostato dalle alture di Carignano in un altro punto strategico per il controllo della città. Quando la strada, forse resa fangosa dalla pioggia, sprofondò sotto il peso del mortaio, i soldati austriaci chiesero aiuto alla gente del posto apostrofandola in malo modo; ma fu quando un sottufficiale alzò un bastone contro un uomo al fine di farsi ubbidire che ebbe inizio la rivolta. "Debbo cominciare?" ("Che l'inse?"), gridò il giovane Perasso, forte probabilmente del furore e dell'indignazione esasperati ancor più dalla giovane età. Lanciato il primo sasso, fu tutta una gragnuola di acciotolato a sommergere i soldati austro-piemontesi, costretti ad abbandonare campo e mortaio e ritirarsi in una precipitosa fuga. Una lapide a ricordo dell'avvenimento è visibile all'incrocio tra le vie XX Settembre e 5 Dicembre, l'antica strada di Portoria così rinominata a ricordo della storica giornata, mentre un monumento dedicato a Giovan Battista Perasso, vera e propria gloria locale, è stato posto - dopo lunghe peregrinazioni - davanti al punto in cui sorge il Palazzo di giustizia e dove, presumibilmente, avvenne l'episodio che fece scoccare la rivolta.
Approfondisci... All'interno del portale troverai maggiori informazioni, gallerie fotografiche, i commenti dei visitatori e molto altro
|