Via BalbiZona Padre: Centro Storico |
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| Il lungo rettilineo di via Balbi che sembra puntare deciso verso la collina di Granarolo, è la più occidentale delle strade nuove aperte nei secoli d'oro della città. Fu edificata su terreni della famiglia Balbi nel primo Seicento per migliorare la viabilità tra il porto e la porta occidentale di San Tomaso. E ne nacque un quartiere residenziale con palazzi altrettanto ricchi ed imponenti di quelli di via Garibaldi: ricordiamo il palazzo Balbi Senarega, al n. 4, col doveroso corredo di sale e gallerie affrescate, giardini e scaloni. È oggi sede universitaria. Come pure, al n. 5, l'ex Collegio gesuitico, stilisticamente ispirato al palazzo Tursi, con atrio, cortile sopraelevato, giardino pensile che si arrampica sulla retrostante ripida collina. Poi la chiesa dei Santi Vittore e Carlo e sul lato a mare il palazzo Raggio, sede dal Seicento del Teatro Falcone, che fu galeotto per Carlo Goldoni che nel 1736 incontrò la futura moglie Nicoletta Connio. E poi il bel Palazzo Reale, nato Balbi ma così chiamato perché nel 1824 passò ai Savoia che ne fecero la loro residenza ufficiale a Genova, con il ricco arredamento ed i giardini aperti sul porto. Il tratto finale della via è invece più popolare e meglio si amalgama col sottostante quartiere di Prè. I vicoli che salgono da Prè attraversano aree di antica vitalità (piazza dei Truogoli di Santa Brigida, ad esempio, dove le donne del quartiere si incontravano per lavare i panni e chiacchierare sui fatti della vita) e risalgono la collina di Montegalletto a monte della strada (salita di Pietraminuta, salita Santa Brigida) verso i pochi resti dell'espansione muraria del Cinquecento. Cenni Storici Nel 1605, Stefano firmò un accordo per l'acquisto delle sette case e la loro demolizione e il pagamento per la strada. In più, onde poter provvedere l'acqua ai nuovi palazzi fu necessario far allargare il sistema d'irrigazione. Stefano offrì il contributo necessario per pagare il nuovo sistema ed in cambio chiese che gli fosse dato l'incarico di supervisore della costruzione della strada. Nel 1646, il Senato concesse l'approvazione e la licenza per pavimentare la strada. La costruzione di Via Balbi fu un progetto lungo, complesso e molto costoso che dovette anche affrontare due sospensioni dei lavori. Finalmente, la strada fu terminata nel 1655, dopo la morte di Stefano, e fu suo figlio, Giovan Battista che completò il progetto. All'interno del portale troverai maggiori informazioni, gallerie fotografiche, i commenti dei visitatori e molto altro |
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Le sotto zone: NESSUNA SOTTO-ZONA ATTUALMENTE INSERITA
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Le strutture:
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Ultimo aggiornamento: 23/06/2010 00:07:11 |
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